
Si chiama Sean.
Bruno, slanciato, occhi di quel colore azzurro limpido in cui è facile smarrirsi. Il suo viso rivelava la bellezza piena,perfetta,compiuta, che raggiungono gli uomini verso i 30 anni. Quando la vita li ha già toccati, e allora anche i lori modi assumono il fascino di una consapevole sicurezza. Sean, nel suo passo leggero, indolente, arrivava tutti i giorni alla stessa ora al parco vicino casa mia, dove ero solita fare le mie corsette in compagnia del mio amato ipod. Io avevo solamente 16 anni e come tutte le mie coetanee sognavo il principe azzurro in mille modi diversi. Lui aveva tutte le caratteristiche per esserlo,ma sembrava troppo perfetto. Quell’uomo mi salutava tutte le mattine con un sorriso smagliante nonostante non mi conoscesse. E ogni volta che lo faceva mi mancava il fiato. Rossori, tremori. Attesa. Un tuffo al cuore quando durante la mia corsa mi fermai per prendere respiro,mi appoggiai ad una vetrina del bar lì nel parco e specchiandomi lo vidi che si avvicinava sempre di più quasi come se mi volesse dire qualcosa. Incontrai Continue reading »





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