La pirateria era un problema. Adesso non più! Ecco come hanno risolto le più grandi aziende di videogiochi.

In passato la pirateria affligeva il mondo informatico, si è provato in tutti i modi a rimediare a questo inconveniente introducendo nuovi sistemi di protezione sempre più complessi: SECUROM, SAFEDISK ecc.. ma essi hanno sempre presentato falle che puntualmente i programmatori trovavano e creavano successivi sofware per copiarli mandando così in fumo tutti gli sforzi fatti dalle case sofware. I milioni di euro investiti per attivare questi sistemi di protezioni sono parecchi ma sembra che questa strada sia stata abbandonata poichè è da parecchio ormai che non si riesce a risolvere, ciò nonostante siano stati utilizzati rimedi a volte anche estremi  (arresti di presunti hacker e chiusura di server che si appoggiavano al p2p ndr).

Ecco che allora si è trovata una soluzione diplomatica che a tratti può sembrare geniale ma, dall’altra penalizza e parecchio i possessori di PC: infatti alcune case di Videogames stanno puntando apertamente sul mondo delle console abbandonando o ritardando lo sviluppo dei giochi per il PC. La testimonianza è data da un designer (Cliff Bleszinski) di una delle più importante case di Videogiochi come la Epic Games. In un’intervista lasciata di recente egli infatti afferma che gli utilizzatari di PC generalmente sono persone che hanno forte conoscenza informatica e sono in grado di sostituire pezzi hardware e aggiornare i driver della scheda video, di conseguenza sanno come procurarsi un gioco contraffato. Il mondo delle console invece è più protetto da questo mondo, non che sia completamente immune (viste le modifiche già presenti per console anche di ultima generazione) ma, li si tende a comprare più giochi originali per gli enormi vantaggi che ti vengono offerti (come download esclusivi, punteggi di gioco e possibilità di giocare online).

Ritardando o annullando le uscite di videogiochi per PC se si vuole giocare si è obbligati ad acquistare una console e il relativo gioco, andando di questo passo rimarranno in pochi i giochi per il computer. Ciò era necessario? Non bastava forse abbassare drasticamente i prezzi dei giochi?